La mia coscienza evapora. So dove sto andando, a volte mi viene un dubbio, un pensiero oscuro, ma ormai so anche controllare bene me stesso e torno immediatamente sulla retta via, non senza provocare qualche commento dai toni perplessi. C'è la luce avanti, c'è una parte di oscurità indietro. Mi fermo appena un secondo, non se ne accorge nessuno, e continuo il mio percorso. Mi ripeto che ho tutta la vita davanti, quando invece a diciotto anni non pensavo di arrivarci, a venticinque. Me lo ripeto quando mi accorgo d'esser passato troppo in fretta. Il punto è che non l'ho decisa io la frenesia dello scorrere del tempo. Non c'è nulla di cui aver paura, mi ripeto pure. E in realtà mi sento stanco e non so per quanto riuscirò a non fermarmi e voltarmi e lasciarmi inghiottire dall'oscurità. Tocco il mio nuovo tatuaggio, mi rinfresco i pensieri. Questo è un post, merdosissimo ed inutile come lo sono tutti i post. Ma ho scritto qualche riga e forse era meglio lasciar perdere. Che rimpiango i tempi in cui potevo permettermi di stare pomeriggi interi davanti al pc ad inventare storie. Il tempo è poco e io ho bisogno di spazi enormi per essere me stesso. Dovrei cercare di ricavarmeli in qualche modo. Senza fare male a nessuno, sussurrà una voce in testa. Ha tanti toni, cadenze uscite da labbra diverse. Mi sono proprio rammollito, o forse crescendo si diventa più umani.




